Museo dell’Uomo e del Gesso nella Rocca

MUSEO DELL’UOMO E DEL GESSO

IL MUSEO   ●   STORIA   ●   PERCORSO DI VISITA   ●   FOTO   ●   PIETRE PARLANTI

Il Museo illustra il millenario rapporto tra l’Uomo e l’aspro paesaggio della Vena del Gesso che si distingue per le sue peculiari caratteristiche geologiche.

Museo dell’Uomo e del Gesso nella RoccaIl percorso museale attraversa la lunga storia del rapporto dell’uomo con questo territorio e con il minerale che lo caratterizza.
La scala di accesso alla Torre Manfrediana della Rocca è una passeggiata nella storia che, partendo dalla frequentazione delle grotte della Vena del Gesso in età Protostorica per motivi funerari e di culto, attraversa l’età Romana -con lo sviluppo dell’attività estrattiva del prezioso lapis specularis, il vetro di pietra- per arrivare al Medioevo e al Rinascimento, con il fenomeno dell’incastellamento che vede le creste gessose protagoniste della costruzione di rocche e castelli.
La sala alta della Torre Manfrediana espone i reperti archeologici ritrovati nella Vena del Gesso e risalenti a queste tre diverse fasi di frequentazione.
La Torre Veneziana (sulla sinistra) è tutta dedicata al Medioevo e al Rinascimento e spiega la funzione e l’uso dei locali visitati nel percorso espositivo. Infine, in fondo al cortile interno, si può visitare la cannoniera e approfondire la conoscenza della funzione difensiva delle opere fortificate.

Il Museo dell’Uomo e del Gesso, che costituisce una “stazione” di un più ampio museo diffuso sul territorio, è un percorso cronologico che illustra la presenza dell’uomo in questo territorio attraverso le testimonianze archeologiche. Una vetrina è dedicata all’insediamento umano nell’area del Gesso. Un’attenzione particolare è riservata alla Grotta dei Banditi, probabilmente fra le più frequentate dall’età Protostorica fino al pieno Medioevo; altri rinvenimenti, tra cui un mattone bollato di età romana e monete di diversa provenienza, testimoniano la continuità della presenza umana nell’area.

Una seconda vetrina è dedicata alla grotta della Lucerna, la prima cava di
estrazione del lapis specularis rinvenuta in Italia. Questo minerale (un gesso secondario caratterizzato da una grande trasparenza) era utilizzato in età romana per realizzare pannelli da finestre e non solo. L’esplorazione della cava della Lucerna ha restituito numerosi reperti che riportano a un periodo che va dal I al V sec. d.C., tra cui la lucerna da cui la grotta ha preso il nome.
La terza vetrina ha come tema il rinvenimento dell’edificio romano del rifugio di Cà Carnè. Si tratta di un’abitazione realizzata in terra cruda e legno costruita alla fine del l a.C., successivamente crollata e ricostruita, per poi essere definitivamente abbandonata attorno alla metà del II d.C. Le sue caratteristiche costruttive -è uno dei pochi esempi di costruzione in materiali deperibili in area appenninica-, i materiali rinvenuti al suo interno e la vicina presenza delle cave di lapis specularis la fanno riconoscere come il luogo dove poteva risiedere
stagionalmente chi sovrintendeva a qualche titolo il lavoro di estrazione di questo minerale.
La quarta vetrina raccoglie i reperti provenienti dalla scavo del castello medievale di Rontana, situato a poche centinaia di metri da Cà Carnè, tra cui boccali di fabbricazione faentina e un richiamo per uccelli in argento.

VISITA

InformazioniOrariMappa
Indirizzo: Rocca di Brisighella
Via Rontana 64, Brisighella (RA)

Tel. 0546 994415

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Biglietto Unico Rocca + Museo Civico Giuseppe Ugonia € 3,00 – Romagna Visit card permette l’ingresso gratuito alla Rocca e al Museo Civico

Da Maggio a Settembre, prefestivi e festivi: 10,00 – 12,30 e 15 – 19,00.
Aprile e Ottobre, prefestivi e festivi: 10,00 – 12,30 e 15,00 – 18,00.
Da Novembre a Marzo, prefestivi 14,30 – 16,30 e festivi 10,00 – 12,30 e 14,30 – 16,30.

Chiusura
di Rocca, Torre dell’Orologio e museo Ugonia nei seguenti giorni: 1 gennaio e 25 dicembre.

Museo dell’Uomo e del Gesso nella Rocca ultima modifica: 2018-04-16T07:44:53+00:00 da Irma Misic