Gli artisti del Museo Civico

GLI ARTISTI DEL MUSEO CIVICO DI CASTEL BOLOGNESE

Nel museo civico sono presenti le opere di artisti castellani di cui presentiamo la biografia.

Giovanni Antonio Antolini (Castel Bolognese 1754- Bologna 1841): Dopo aver conseguito la laurea presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna nel 1776, Antolini iniziò la propria attività svolgendo lavori di prosciugamento nelle paludi pontine. Successivamente per motivi di salute si ritirò a Roma dedicandosi ad opere di architettura civile. L’ingegnere e architetto lavorò anche a Faenza, Città di Castello e Milano, dove prima nel 1801 poi nel 1802 vinse due concorsi per realizzare alcune opere monumentali. Sempre a Milano ottenne l’incarico di progettare quello che sarebbe divenuto poi il Foro Bonaparte. A Bologna, Antolini coprì la cattedra alla Facoltà di Architettura dal 1804 al 1815. Nel 1805 ebbe incarichi a Mantova per il Palazzo Reale e Palazzo Te. Per il suo paese natio, il castellano progettò il pronao dell’ospedale, nel 1813. Fu membro onorario di varie accademie di scienze, lettere e arti, italiane e francesi. Alcune delle pubblicazioni dell’Antolini si trovano presso la Biblioteca comunale “Luigi dal Pane” di Castel Bolognese.

Cassiano Balducci (Castel Bolognese 1898- Forlì 1975): Si diplomò a Bologna presso l’Accademia di Belle Arti. In seguito ebbe l’opportunità di insegnare disegno ad alcuni giovani di Castel Bolognese, tra cui Fausto Ferlini. Quattro tele del 1933 sono presenti nella navata della chiesa di Zattaglia, vicina a Casola Valsenio. Altre opere e disegni a pastello si trovano presso discendenti e collezioni private. All’artista è attribuito il ritratto a pastello e gessetto su carta rappresentante la contessa Maria Regoli, vedova Ginnasi, eseguito tra il 1935 e il 1936. Balducci nel 1926 restaurò per la chiesa di Zello, frazione di Imola, un dipinto ad olio su tela, raffigurante la Traslazione della Santa Casa di Loreto.

Giovanni Bernardi, detto anche Giovanni da Castel Bolognese (Castel Bolognese 1494- Faenza 1553): Incisore ed orafo, fu il maggir esponente dell’incisione in pietra dura nell’epoca del manierismo. I primi lavori di cui troviamo documentazione furono eseguiti a Ferrara per il duca Alfonso I d’Este. Nel 1530 si recò a Roma dove lavorò per i cardinali Ippolito de Medici e Giovanni Salviati, nonché per il papa Clemente VII. Lavorò alla Zecca di Roma dal 1534 al 1538. Morto il cardinale de Medici, Bernardi entrò al servizio del cardinale Alessandro Farnese. Tra i suoi lavori di intaglio più famosi si segnalano quelli eseguiti per la Cassetta Farnese, che presenta sui quattro lati sei formelle in cristallo di rocca con rappresentazioni allegoriche, motti e leggende del mondo classico e il marchio dell’intagliatore: JOANNES DE BERNARDI. L’artista castellano lavorò nuovamente per la Zecca romana dal 1541 al 1545. Si stabilì poi a Faenza, dove morì il 22 maggio 1553. Molte delle opere di Bernardi furono realizzate su disegni di Perin del Vaga, di Michelangelo e di Francesco Salviati. I suoi lavori sono esposti in musei italiani ed esteri.

Angelo Biancini (Castel Bolognese 1911-1988): Nel 1929 Angelo Biancini si iscrisse all’Istituto d’Arte di Firenze. Nel 1934 partecipò per la prima volta alla Biennale di Venezia. L’anno successivo realizzò la statua dell’Atleta vittorioso nel Foro Mussolini a Roma. Dello stesso periodo è La madre del legionario, la cui copia si trova davanti alla chiesa di S. Sebastiano di Castel Bolognese. Nel 1937 realizzò due gruppi statuari in bronzo per il Ponte delle Vittorie a Verona. Nel 1937 si trasferì a Laveno per collaborare alla direzione artistica della Società Ceramica Italiana. L’apporto dato dal castellano alla produzione della S.C.I. fu caratterizzante: sculture e oggetti da arredamento, di piccola e grande dimensione, prodotti in serie e accomunati da un’adesione a un “vero” come fonte emozionale. Nel 1940 partecipò alla VII Triennale di Milano. Tornato a Faenza, entrò nel 1942 all’Istituto d’Arte per la Ceramica, assumendo la cattedra di Plastica che era di Domenico Rambelli. Mantenne l’incarico fino al 1981. Tra le figure più autorevoli della scultura italiana, nel 1946 ricevette il Premio Faenza con Annunciazione, un’opera in ceramica maiolicata da Anselmo Bucci. Nello stesso anno fu invitato alla prima grande mostra della scultura italiana del dopoguerra, organizzata dalla Galleria della Spiga a Milano. Sul finire della seconda guerra mondiale lo scultore e ceramista si liberò delle tradizionali forme accademiche, facendo posto ad uno stile talmente personale da rendere inconfondibili i suoi lavori, presenti non solo in Italia, ma anche a livello internazionale. La notorietà di Biancini fu consacrata quando, in occasione della XXIX Biennala di Venezia, gli fu allestita una mostra personale. Nel 1957 ottenne nuovamente il Premio Faenza. La maiolica fu a partire da questo periodo il suo mezzo espressivo privilegiato, anche se non esclusivo. Negli anni gli furono assegnate numerose commissioni di opere a livello monumentale.

Sebastiano Melchiorre Fanelli (Castel Bolognese 1812- ivi 1892): Il pittore, molto noto come combattente durante il Risorgimento, forse è meno noto come artista. Sono poche le opere conosciute. Sicuramente, era l’autore di una Pietà dipinta sopra la porta del Monte di Pietà di Castel Bolognese, che fu coperta negli anni Venti del secolo scorso durante i lavori di restauro della vecchia residenza municipale. Ne conosciamo le sembianze grazie all’autoritratto donato nel 1989 alla Pinacoteca comunale. Della stessa donazione facevano parte anche due dipinti ed un’incisione acquerellata di Giuseppe Garibaldi. Un’opera dell’artista che appartiene da sempre al comune è un olio su tela raffigurante l’ottocentesca Piazza Maggiore, oggi Piazza Bernardi, di Castel Bolognese. Alcuni dei dipinti di Fanelli sono presenti in raccolte private.

Fausto Ferlini (Castel Bolognese 1917-1992): Portato alla pittura, apprese i primi insegnamenti dal prof. Cassiano Balducci, superando nel 1934 gli esami di ammissione al Liceo Artistico di Bologna. Allievo tra gli altri di Giorgio Morandi, si diplomò nel 1941 presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. La vasta produzione artistica del pittore e incisore ha avuto inizio quasi totalmente a partire dal 1947, con l’inizio del servizio militare. Definito “il pittore poeta”, scrisse molte poesie in dialetto romagnolo. Il suo animo poetico traspare nei suoi dipinti e nelle sue incisioni. Ferlini raffigurava in prevalenza nature morte e paesaggi della sua terra nelle varie stagioni dell’anno. Alcune delle opere sono conservate in collezioni private di Bologna, Milano, Roma, Forlì, Lugo, Faenza, Imola e, ovviamente, Castel Bolognese).

Giuseppe Guidi (Castel Bolognese 1881- Milano 1931): Il pittore dopo aver peregrinato in molte capitali europee ed aver partecipato a numerose esposizioni con i propri dipinti si stabilì in maniera definitiva a Milano a partire dal 1908. Nella città meneghina si fece notare prima come illustratore di libri, e solo successivamente come pittore. In un secondo momento della propria vita si dedicò con successo all’incisione. Successivamente, pur continuando a incidere lastre di rame, iniziò a dedicarsi all’arte degli smalti, di cui divenne profondo conoscitore. Nel 1825 Guidi vinse la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di Arti Decorative e Industriali Moderne di Parigi. Nel 1926 ottenne l’incarico di insegnante d’incisione presso la Regia Accademia di Belle Arti di Milano. Alcune delle opere del castellano sono conservate al Vittoriale a Gardone Riviera, alla Galleria d’Arte Moderna di Milano, alla Donazione Carlo Rizzarda a Feltre e in collezioni private.

Mario Morelli (Castel Bolognese 1908- Firenze 1966): Dopo essersi trasferito a Faenza nel 1920 frequentò dal 1924 al 1927 il corso per apprendisti di foggiatura alla ruota presso la Regia Scuola di Ceramica. Ottenuto il diploma, Morelli fu assinto presso la Fabbrica di Ceramiche d’Arte La Faience. Dopo aver lavorato come formatore presso la Fornace Ceramica Bubani nel 1929 fu nominato capo foggiatore presso la Fabbrica Ceramica a Ronco Biellese (VC). Operò anche a Bergamo come Direttore artistico nella fabbrica La Ceramica Bergamasca. Nel 1930 ebbe dal Comune di Faenza il premio al Merito Ceramico, in onore di Gaetano Ballardini. Nel 1933 allestì a Faenza uno studio in cui produceva opere moderne rifinite in oro su smalti colorati. Ottenne diversi riconoscimenti: nel 1936 fu premiato alla VI Triennale di Milano, nel 1937 all’Esposizione Universale di Parigi. Nel 1937 fu nominato maestro d’arte per la sezione ceramica presso il Regio Istituto d’Arte di Firenze, dove rimase fino al 1953. Alcune delle sue opere sono conservate presso il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza.

Giovanni Piancastelli (Castel Bolognese 1845- Bologna 1926): Portato al disegno fin da giovane, fu affidato dal padre a Federico Bandiera da Palestrina, frate cappuccino presso il convento di Castel Bolognese, che divenne il suo primo maestro. Conseguito il diploma presso la scuola di disegno di Faenza andò a Roma dove si iscrisse all’Accademia di S. Luca. Nel 1871 fu assunto dal principe Marcantonio Borghese come consulente d’arte e insegnante di disegno per i figli. Per trentacinque anni Piancastelli visse a Roma insegnando ai figli delle famiglie romane di spicco all’epoca. Nel 1888 ebbe l’incarico di riordinare la vasta collezione dei Borghese. Diede vita alla Galleria Borghese, di cui fu direttore fino al 1906. Le opere del pittore si trovano a Roma, in San Giovanni in Laterano (Martirio di San Giovanni Nepomuceno), nella Pinacoteca Nazionale di Bologna, nella Pinacoteca di Faenza e in altre numerose chiese e collezioni private.

Guglielmo Pizzirani (Bologna 1886- ivi 1971): Frequentò l’Istituto di Belle Arti di Bologna dal 1904 al 1909. Successivamente il pittore si dedicò all’insegnamento, ottenendo nel 1929 la cattedra di ornato al Liceo Artistico di Bologna. Nel 1913 il castellano si affermò nella cosiddetta “Secessione romana”, con un realismo minuto nel ritratto e nel paesaggio. In seguito la sua interpretazione della pittura si modificò, divenendo più sintetica, con una pennellata più larga. Su invito espose nel 1920 e nel 1922 alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, nonché alla Primaverile Fiorentina. Negli anni seguenti Pizzirani partecipò a mostre importanti a livello nazionale. Ospite del senatore Umberto Brunelli, trascorreva brevi vacanze a Castel Bolognese. I dipinti, donati prima alla famiglia del senatore, poi ceduti alla governante, giunsero infine nelle mani dello storico Pietro Costa e al Museo Civico. Alcune delle sue opere sono conservate nella Pinacoteca di Bologna, nella Galleria d’Arte Moderna di Roma e in collezioni pubbliche e private.

ALCUNE OPERE

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Museo Civico di Castel Bolognese
Viale Umberto I 50, Castel Bolognese

Tel. 0546 655849

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