Flora della cava – Museo Geologico del Monticino

MUSEO GEOLOGICO DEL MONTICINO

Flora della cava
Piante nel gesso e nell’argilla

  1. Il Museo Geologico all’aperto
  2. Un libro di pietra
  3. Il gesso
  4. Indizi del passato
  5. I Gessi brisighellesi
  6. La grotta Tana della Volpe
  7. Rocce e paesaggio
  8. Argille Azzurre
  9. La paleosuperficie messiniana
  10. Trappole preistoriche
  11. Il fronte di cava
  12. Il banco selenitico
  13. La grotticella dei cristalli
  14. Strati scoperchiati
  15. La sezione Li Monti
  16. Gli animali e la cava
  17. Flora della cava
  18. Il gesso e l’Uomo
L’inconfondibile fioritura tardo primaverile della ginestra odorosa.
La capacità di immagazzinare acqua nei tessuti permette alle borracine del genere Sedum di colonizzare perfino le nude superfici di gesso selenitico. (foto M. Sami)

La flora di questa zona è assai diversificata poiché riguarda due differenti substrati geologici: le argille e i gessi.

Sulle prime, nel settore settentrionale del museo all’aperto, troviamo formazioni erbacee a graminacee e leguminose alle quali negli ultimi tre decenni si sono aggiunti arbusti pionieri (ginestra odorosa, rosa canina, prugnolo, biancospino ecc.) la cui azione colonizzatrice prelude ad un futuro ritorno del bosco.

La fioritura del non comune lilioasfodelo maggiore (Anthericum liliago) è osservabile, in maggio, anche nel settore ovest della cava presso il pannello n.14. Nel versante meridionale del colle del Santuario del Monticino fioriscono, agli inizi di aprile, numerosi tulipani subspontanei (soprattutto Tulipa praecox) (foto M. Sami)

Sui gessi troviamo sostanzialmente due tipi di vegetazione.
Sul crinale di Ca’ Marana una boscaglia a prevalenza di quercia roverella (con pino domestico da antico impianto artificiale) che nel versante nord sfuma in tipologie più fresche, con carpino nero, orniello e qualche superstite castagno.

Sulle rocce più ripide del versante sud, invece, un arbusteto basso e rado con elementi mediterranei fra i quali elicriso, asparago pungente ed alaterno. La stessa “nuda” roccia gessosa viene colonizzata da vari licheni o dalle piccole borracine, “succulente” del genere Sedum.

Orchidee del Monticino
Tutte le orchidee selvatiche sono protette dalla L.R. n.2/77: la piccola e rara Ophrys fusca e la vistosa ma relativamente comune Orchis purpurea. (foto P. Liverani)

Tra le specie erbacee a fioritura vistosa, oltre al raro lilioasfodelo maggiore a tepali bianchi si segnalano diverse piante tutelate dalla L.R. n. 2/’77 come tulipani subspontanei, garofanini ed orchidee selvatiche. All’intervento dell’uomo, infine, si deve la presenza di piante “alloctone” (cioè esotiche) come le conifere sempreverdi addossate al colle del santuario (cipresso, pino nero, abete rosso, ecc.) o la nord-americana robinia (popolarmente conosciuta con il nome improprio di acacia).

Scarica il pdf di questo pannello

testi di M. Sami

IMPORTANTE

Questo sito non è aggiornato, per informazioni corrette sui musei dell’Unione della Romagna Faentina potete visitare i siti dei musei stessi o dei singoli Comuni.

Ci scusiamo per il disagio

Questo si chiuderà in 20 secondi